Im Rahmen des Forschungsprojekts NETTLE wurden kürzlich auf 1.400 Metern Seehöhe im Heutal bei Unken die Blüten des Mädesüß (Filipendula ulmaria) gesammelt. Die traditionsreiche Heilpflanze spielt seit jeher eine bedeutende Rolle in der Volksheilkunde und ist bekannt für ihre entzündungshemmenden und schmerzlindernden Eigenschaften. Früher galt sie sogar als „natürliches Aspirin“.

Gemeinsam mit Theresia Harrer, Obfrau von TEH (Traditionelle Europäische Heilkunde) und fachkundig begleitet von einer pharmazeutisch-technischen Assistentin konnte Senior Researcherin Anja Schuster nicht nur die Pflanzen ernten, sondern auch ihr Wirkspektrum und ihre Verwendungsmöglichkeiten genauer beleuchten. Mädesüß ist bekannt für seine entzündungshemmenden und schmerzlindernden Eigenschaften.
Die zarten, süßlich duftenden Blüten wurden sorgfältig per Hand geerntet, um die Pflanze in ihrer natürlichen Umgebung zu schützen und zu bewahren. Zudem lag ein weiterer Schwerpunkt auf der fachgerechten Trocknung und Verarbeitung der Pflanze.
Das Projekt NETTLE hat zum Ziel, die gesammelten Alpenkräuter, darunter auch das Mädesüß, im Labor auf ihre antioxidativen, antimikrobiellen und wundheilungsfördernden Eigenschaften zu untersuchen. Damit soll die wissenschaftliche Basis für die Nutzung dieser Heilpflanzen weiter gestärkt werden.
Ein herzliches Dankeschön geht an alle Beteiligten, die diesen lehrreichen und naturnahen Tag ermöglicht haben.
Profumata messaggera dell'estate: l'olmaria raccolta nella valle Heutal
Nell'ambito del progetto di ricerca NETTLE, recentemente sono stati raccolti i fiori dell'olmaria (Filipendula ulmaria) a 1.400 metri sul livello del mare nella valle Heutal vicino a Unken. Questa pianta medicinale ricca di tradizione ha sempre svolto un ruolo importante nella medicina popolare ed è nota per le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche. In passato era addirittura considerata “l'aspirina naturale”.
Insieme a Theresia Harrer, presidente della TEH (Traditionelle Europäische Heilkunde, Medicina tradizionale europea) e con la competenza di un'assistente tecnico-farmaceutica, la ricercatrice senior Anja Schuster non solo ha potuto raccogliere le piante, ma anche esaminarne più da vicino lo spettro d'azione e le possibilità di utilizzo. L'olmaria è nota per le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche.
I fiori delicati e dal profumo dolce sono stati raccolti con cura a mano per proteggere e preservare la pianta nel suo ambiente naturale. Inoltre, un altro punto focale è stato l'essiccazione e la lavorazione professionale della pianta. Il progetto NETTLE ha lo scopo di studiare in laboratorio le proprietà antiossidanti, antimicrobiche e cicatrizzanti delle erbe alpine raccolte, tra cui anche l'olmaria. In questo modo si intende rafforzare ulteriormente la base scientifica per l'utilizzo di queste piante medicinali. Un sentito ringraziamento va a tutti i partecipanti che hanno reso possibile questa giornata istruttiva e a contatto con la natura.
